CHI SONO?

ICF

Mi chiamo Roberto Tartaglia e sono nato il 25 luglio 1977.

Sono un professionista della comunicazione dalla metà dei meravigliosi anni Novanta (breve momento nostalgia…) e un appassionato studioso di mente e neuroscienze da tantissimi anni.

Sono Master Practitioner in Programmazione Neuro Linguistica (PNL), con certificazione a firma del fondatore, Richard Bandler, e coach membro della ICF – International Coach Federation (ID: 009143831I) formatosi presso la Advanced Coach Academy di Giovanna Giuffredi (professione esercitata in conformità alla legge 4/2013).

Nella stessa scuola mi sono specializzato in Sport & Wellness Coaching con il metodo “Inner Game” di Timothy Gallwey.

Negli anni mi sono specializzato anche in comunicazione non verbale con gli studi dell’ex agente speciale FBI Joe Navarro e con certificazioni rilasciate dal Paul Ekmann Group.

Oggi mi occupo prevalentemente di sport coaching, integrando i dettami ICF con tecniche di visualizzazione mentale, comunicazione, concentrazione, dialogo interiore, meditazione mindfulness e filosofie orientali apprese in decenni di pratica marziale.

Le stesse tecniche le applico anche sia nei progetti di coaching dedicati a coloro che vogliono migliorare la propria vita, sia nel progetto rivolto a chi vive con la Sindrome di Tourette.

Dedico, infatti, sessioni ad hoc per persone con Tourette e famiglie, al fine di agevolare e facilitare la comprensione della sindrome, nonché il percorso avviato con psicologi, educatori e/o neurologi.

COME MAI DIVENTO UN MENTAL COACH?

Sin da piccolo, affronto un percorso di vita che mi conduce a un’approfondita conoscenza della natura umana e a una improcrastinabile crescita personale.

Problematiche perlopiù derivanti da sintomi misteriosi di cui solo a 33 anni scoprirò l’origine: la Sindrome di Tourette.

Nel 2010, dopo 365 ininterrotti giorni di neurorieducazione e senza alcun medicinale, riesco a debellare i sintomi disturbanti, grazie al supporto degli specialisti della Onlus “Ast-Sit“.

Negli anni, quindi, sviluppo un approccio costruttivo alla vita e una resilienza che mi portano verso la realizzazione di numerosi obiettivi, nonostante mille difficoltà oggettive, come, ad esempio, i seguenti:

  • Nei primi anni del 2000, formo una band che scala le vette mondiali della classifica dei migliori gruppi rock di Vitaminic, mantenendo per lungo tempo le prime 3 posizioni al mondo. Radio RAI mi riserva un’intervista e le nostre canzoni vengono messe in rotazione per mesi. Il tutto senza avere alcuna casa discografica a supporto.
  • Nel 2002 vinco la medaglia d’oro intercontinentale di kung fu.
  • Nel 2003 vinco la medaglia d’oro nel campionato italiano di kung fu.
  • Dal 2009, autopubblico i miei romanzi, che diventano subito dei bestseller online, senza l’aiuto di alcuna casa editrice.
  • Nel 2012, dopo 5 anni di cronaca nera, supero l’esame di stato e divento un giornalista iscritto all’Ordine Nazionale.
  • Sono fondatore, dal 2013, del progetto www.viverediscrittura.it  e del sito www.robertotartaglia.com, nonché relatore in diversi convegni.
  • Nel 2014 supero i test d’ingresso e divento membro del MENSA – THE HIGH I. Q. SOCIETY, associazione internazionale che, da quasi un secolo, attraverso test specifici, recluta il 2% della popolazione mondiale con un quoziente intellettivo molto elevato (mensa.it).
  • Dal 2012 al 2013 vengo eletto Consigliere del Consiglio Direttivo della Onlus “Ast-Sit”, che si occupa di Tourette a livello nazionale, e dal 2013 ne sono Presidente.

Visti i risultati ottenuti nonostante una situazione di partenza svantaggiata, ho sviluppato una forte fiducia nel potenziale umano.

Ed è per questo che ho deciso di studiare tecniche e strategie che mi permettessero di aiutare anche altri a realizzare i propri obiettivi di vita.

MA… COS’È, IL MENTAL COACHING?

Prima di dirti cos’è il coaching, ti dico cosa non è.

Il coaching non è terapia. Può supportare le terapie, certo, ma non le sostituisce. E non è un percorso motivazionale. Il motivatore, dunque, non è un coach. Così come non lo è un formatore. Il coach non ti dice che sei forte e non si mette davanti a una lavagna per insegnare. Si tratta di lavori del tutto diversi.

Anche nel coaching arrivano motivazione, autostima e tante altre belle sensazioni, ma come conseguenza dell’individuazione di strumenti e strategie.

Inutile dirti che sei forte e motivarti, se poi torni a casa e non hai gli strumenti per affrontare i problemi e raggiungere i tuoi obiettivi. Giusto?

Il coaching, dunque, è un intervento non terapeutico che si sviluppa come conversazione tra il cliente e il coach.

Una conversazione che permette al cliente di trovare, riconoscere e utilizzare le sue risorse, il meglio di sé, le sue potenzialità non ancora espresse, per raggiungere i suoi obiettivi di vita.

Il vero coach è fermamente convinto che ogni essere umano sia unico e che abbia in sé già tutte le risorse necessarie per raggiungere i propri obiettivi.

Per questo motivo, il coach ascolta il cliente e stimola i suoi ragionamenti, senza alcun giudizio o pregiudizio, senza alcuna interpretazione e nella più totale trasparenza.

A COSA SERVE, IL COACHING?

Il coaching ti permetterà di raggiungere un livello più elevato di performance, di apprendimento o di soddisfazione negli àmbiti più disparati.

Prenderai coscienza delle tue capacità e farai emergere le tue potenzialità, trasformando i desideri in risultati.

Il mio obiettivo è portare nel coaching la filosofia che da sempre mi accompagna: quella del costante e continuo miglioramento quotidiano.

Determinazione, passione e perseveranza sono i miei strumenti preferiti.

Troppo spesso, infatti, le potenzialità di ciascuno di noi sono sepolte nell’inconscio, sotto cattive abitudini, convinzioni limitanti che abbiamo acquisito negli anni e blocchi emotivi. Il coaching butta via tutto questo, per far emergere il meglio!

Corpo e mente diverranno perfettamente allineati e funzionali, grazie a percorsi mirati di coaching. Prenderanno vita dei miglioramenti strutturali che dureranno nel tempo. In questo modo potrai raggiungere il meglio nello sport, nel lavoro e nella vita di tutti i giorni.

IN PRATICA, COSA FA, IL COACH?

Il coach ha la responsabilità di accompagnare il cliente lungo questo percorso di consapevolezza, di facilitare i suoi ragionamenti e la gestione della sua emotività, di aiutarlo a trovare e a raggiungere i suoi obiettivi di vita.

Il cliente, dal canto suo, ha la responsabilità di impegnarsi per far sì che tali obiettivi vengano raggiunti. Senza il suo impegno, infatti, il lavoro svolto con il coach sarebbe nullo.

Per riprendere quanto scritto sul sito di IFC Italia: «Il coaching è concepito per aiutare i clienti a incrementare le loro conoscenze e performance e migliorare la qualità della vita. Il coaching si concentra principalmente sul presente e il futuro. Non si concentra sul passato o sull’impatto del passato sul presente. Il coaching usa le informazioni del passato solo per chiarire la situazione presente. Far muovere il cliente in avanti non può dipendere da fatti del passato.»

Anche se talvolta il coach, oltre a porre domande, offre consigli, è comunque sempre il cliente che ha la libertà di scegliere se accettarli o meno. Il cliente è il fulcro di tutto il lavoro.

LE SESSIONI DI COACHING SARANNO RISERVATE?

Assolutamente sì! Io sono iscritto alla International Coach Federation e ne condivido il Codice Etico, che ti invito a leggere attentamente.

Come leggerai, fa parte di questo codice la massima riservatezza di quanto detto all’interno delle sessioni di coaching (Sezione 4: Confidenzialità/Privacy).

DOVE SI SVOLGONO, LE SESSIONI DI COACHING, E QUANTO DURANO?

Ogni sessione dura circa un’ora e deve essere svolta in un luogo neutro, informale. Io, personalmente, preferisco effettuare sessioni all’aperto, quando possibile, o in luoghi pubblici e tranquilli.

Potremmo, dunque, effettuare sessioni:

  • nella tua palestra,
  • in un parco,
  • in montagna,
  • sulla spiaggia,
  • sul tuo terreno di gioco,
  • in un caffè non affollato…

Ovviamente, se la distanza non lo permette, il coaching si può effettuare tranquillamente anche via Skype o telefono.

Anzi, quest’ultima è la modalità che va per la maggiore, non solo in Italia, ma anche all’estero.

CHE RAPPORTO C’È, TRA CLIENTE E COACH?

Cliente e coach sono partner alla pari.

Si tratta di un rapporto fondato sul rispetto e sulla fiducia, da ambo le parti. Questi sono requisiti fondamentali per intraprendere un rapporto funzionale.

Il coach non è un maestro di vita o un esperto che detta legge, è un supporto che accompagna il cliente sottobraccio verso i suoi obiettivi e le sue soluzioni.

CI SONO PROVE DELL’EFFICACIA DEL MENTAL COACHING?

Ce ne sono molte, che è possibile rintracciare anche su Google.

A titolo di esempio, ti riporto uno studio dell’International Personnel Management Association, pubblicato già nel 2002 dal Financial Time.

Lo studio ha dimostrato come la produttività delle persone migliorasse del 22% con la formazione e dell’88% con il coaching.

Che ne dici?