Qual è il segreto della felicità? Risponde la scienza

Qual è il segreto della felicità? Risponde la scienza

“Se te lo dico, che segreto è?” direbbe Quelo, il guru mistico interpretato da Guzzanti. 🙂 Ma la scienza è andata oltre e l’ha cercato davvero, il segreto della felicità. Come? Attraverso uno studio condotto dallo psichiatra Robert Waldinger per 78 anni su 724 persone.

L’Harvard Study of Adult Development è uno dei più lunghi studi mai effettuati sulla vita di esseri umani.

 

PRIMO SEGRETO DELLA FELICITÀ: I RAPPORTI INTERPERSONALI

Delle buone relazioni interpersonali ci rendono felici e migliorano la nostra salute, mentre la solitudine uccide. Questo è il primo insegnamento che ci arriva da questo importante studio sulla natura umana.

Tra i partecipanti, infatti, coloro che hanno riportato esperienze di vita più felici e serene sono coloro che hanno curato particolarmente i propri rapporti interpersonali.

Passare molto tempo con gli altri ci rende più felici, in fondo siamo animali sociali. È sempre stato così. Gli uomini delle caverne dovevano rimanere in gruppo, coesi, per evitare di morire di fame o uccisi da animali inferociti. Ecco perché, ancora oggi, siamo così legati all’accettazione sociale, tanto da arrivare, a volte, a commettere idiozie pericolose, pur di entrare a far parte di un gruppo, o essere accettati (si pensi soprattutto agli adolescenti).

Ovviamente bisogna prestare attenzione alle amicizie e ai rapporti di coppia. Si parla sempre e comunque di rapporti positivi, costruttivi e sereni, improntati sul rispetto e su uno scambio di vedute maturo.

A tal proposito, ti consiglio di leggere anche questi libri, davvero ben fatti:

 

UNA PARTICOLARE ATTENZIONE ALL’INFANZIA

Lo studio ha dimostrato scientificamente come un forte legame con i genitori ed eventuali fratelli o sorelle, nell’infanzia, sia in grado di migliorare significativamente molti aspetti dell’età adulta.

È stata notata, infatti, un’ottima gestione delle amicizie e dei rapporti umani e di coppia, ma anche un migliore stato di salute generale sino alla tarda età e, addirittura, una minore insorgenza di depressione dai 50 anni in poi.

Ok, ma se non è stato possibile avere un’infanzia serena?

I ricercatori hanno scoperto che tra coloro che hanno avuto problemi nell’infanzia (di tipo economico, o di tipo familiare e relazionale) gli adulti che sono riusciti a vivere una vita serena e felice hanno messo in campo un semplice espediente: diventare un mentore.

Sì, gli adulti con infanzie difficili hanno trovato giovamento del ricoprire il ruolo di mentore per le nuove generazioni. Non solo divenendo genitori e crescendo dei figli nell’amore e nei corretti insegnamenti, ma anche sul posto di lavoro, nelle normali interazioni personali o nello studio.

Dunque, ancora una volta la scienza ci mostra che la felicità è unicamente nelle nostre mani e che da ogni problematica è possibile uscire vittoriosi.

 

COME POTEVA MANCARE LA GESTIONE DELLO STRESS?

Di modi per vincere lo stress, ormai, ne conosciamo tantissimi, giusto? Il web è pieno di consigli e ci sono tantissimi libri che puoi leggere, quando e come vuoi.

Ma questi consigli, forse, non li conosci.

La ricerca, infatti, ha mostrato un dato sorprendente: le persone in grado di vincere lo stress in maniera più veloce ed efficace sono quelle in grado di generare metodi di adattamento particolari come sublimazione, altruismo e repressione.

Per sublimazione si intende la capacità trasformare il tuo problema in una soluzione per tutti. L’esempio proposto da Waldinger è questo: ti senti trattato male dal tuo datore di lavoro e, anziché piangerti addosso, avvii un’organizzazione che si batte per difendere i diritti dei lavoratori nel tuo stesso stato. Passi ai livelli logici dei valori e della mission, insomma.

L’altruismo lo conosciamo tutti. L’esempio di Waldinger è: sei caduto nella trappola dell’alcolismo e, mentre lavori per uscirne, diventi uno sponsor e un esempio per aiutare gli altri a fare altrettanto.

Per repressione, invece, Waldinger intende la capacità di eliminare i pensieri negativi e pensare alle soluzioni, anziché ai problemi. L’esempio è: sei preoccupato/a per i licenziamenti che stanno avvenendo in azienda ma, anziché rimuginare su questo, allontani il pensiero e pensi a cosa puoi fare per il tuo futuro.

I ricercatori della Harvard hanno scoperto che simili atteggiamenti pongono la persona in uno stato di positività anche agli occhi degli altri tanto da migliorare i rapporti sociali e le offerte di supporto, in caso di necessità. Inoltre, questi atteggiamenti permettono di avere un cervello attivo anche in età avanzata.

A tutto ciò vorrei aggiungere i dati di un’altra ricerca sulla gestione dello stress che potresti non conoscere.

Un gruppo di ricercatori della Stanford University ha scoperto l’esistenza di alcuni neuroni, nel tronco cerebrale, che regolano i rapporti tra la respirazione e le attività cerebrali connesse a stati di calma o agitazione.

Questi 175 neuroni, insomma, ci permettono di stare meglio, eliminare lo stress nocivo e migliorare le nostre capacità cognitive grazie a un controllo della respirazione, proprio come avviene nelle pratiche di meditazione.

 

Questo studio mi ha fatto riflettere su quanto distorta sia la nostra visione della vita, talvolta. Condizionati dal lusso mostratoci dalla TV e da alcuni rotocalchi, viviamo nella costante ricerca di soldi, fama, potere, senza renderci conto del lato oscuro di tutto questo.

Parlo di un eccesso di responsabilità lavorative, di ritmi frenetici, di rapporti d’interesse e di solitudine emotiva.

La vera felicità, invece, si nasconde nelle piccole cose, nel calore umano, nella gestione della nostra mente. Forse è il caso di puntare l’attenzione da un’altra parte, allora? Forse vale la pena rivedere i nostri obiettivi di vita? Forse è il caso di chiudere un capitolo e aprirne uno nuovo, fatto di salute e felicità?

Presi dalla quotidianità, a volte non ci soffermiamo a riflettere, non ci poniamo queste domande e dimentichiamo che abbiamo una sola vita e che abbiamo il diritto di viverla nella felicità. «Sì, ma come pago le bollette? Come posso rinunciare ai miei impegni?» mi dirai. La buona notizia è che siamo tutti sulla stessa barca. Riuscire a conciliare diritti e doveri sta solo nella forza di volontà, anche se sembra impossibile.

Questi libri possono aiutarti a riflettere:

Come ci spiega anche la ricerca: tutto è nelle nostre mani, sta a noi decidere.

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