Mental training Latina: la differenza con il mental coaching

Mental training Latina: la differenza con il mental coaching

Io mi occupo di mental training a Latina e di mental coaching.

Sono un membro della International Coach Federation e rispetto il codice etico della Federazione (la più grande federazione al mondo di coach professionisti).

Per questo motivo sento il dovere di fare un po’ di chiarezza sulla differenza che c’è tra mental training e mental coaching. Approcci che spesso vengono confusi.

 

Mental training Latina: un metodo diverso dal coaching

Mental training e mental coaching lavorano entrambi in àmbito non clinico.

Questo è il primo punto fondamentale. Lavorano con la mente umana, ma in condizioni di salute. Problematiche specifiche e cliniche vanno trattate da specialisti come psichiatri, neurologi e così via.

Detto ciò, il mental training racchiude tutte quelle attività che, appunto, aiutano il cliente ad allenare la propria mente. Il mental coaching, invece, porta il cliente verso un’esplorazione più profonda di se stesso e verso l’individuazione di soluzioni personali a problemi specifici.

La prima differenza fondamentale tra i due approcci, dunque, sta nel metodo.

Il mental training offre strategie, tecniche e soluzioni per usare al meglio la propria mente. Il mental trainer è una specie di personal trainer che, anziché lavorare con i muscoli, lavora con il cervello, l’organo più complesso e importante che abbiamo.

 

Mental training Latina: chi può fare il mental trainer?

Al momento non c’è un albo professionale dei mental trainer, in Italia, né dei mental coach. Quindi, paradossalmente chiunque può alzarsi la mattina e dire di esserlo.

Tuttavia, quando si lavora con la mente umana, così come con i muscoli (nel caso del personal trainer), non ci si può improvvisare.

Serve una conoscenza approfondita della natura umana, della mente. È necessario capire da subito se si ha a che fare con una persona che necessita di cure mediche e che, quindi, non può allenarsi mentalmente in serenità, perché potrebbe avere ripercussioni negative.

Bisogna saper riconoscere il tipo di personalità del cliente, leggere il suo linguaggio del corpo e studiare la logical form delle sue parole (come ci insegna Noam Chomsky), per individuare il suo mondo simbolico, i suoi valori e la sua identità.

Solo in questo modo si potranno studiare esercizi ad hoc, specifici per le sue necessità.

Il mental trainer e il mental coach sono professioni delicate che dovrebbero essere eseguite solo da chi sa davvero fare questo mestiere e conosce realmente la mente umana.

Molti pensano di conoscerla solo perché hanno fatto un corso di Programmazione Neuro Linguistica (PNL) e perché sanno usare qualche esercizio preconfezionato. Ma non è così!

Anche io ho studiato PNL e mi sono certificato Master. Anche io ho certificazioni professionali di livello internazionale, ma ho potuto imparare a conoscere davvero la mente umana e il sistema nervoso in generale solo sul campo, grazie a neuroeducatori, neurofisiopatologi e psicologi di grande esperienza che mi hanno insegnato moltissimo.

Ecco perché tengo molto a questo punto: so quanto bisogna studiare e lavorare, per conoscere davvero la mente umana, e non posso accettare che qualcuno si improvvisi. Anche perché si possono fare danni, se la persona che si ha davanti necessita di cure e non vive in uno stato di salute mentale.

 

Mental training Latina: come funziona questo metodo?

Ora che abbiamo visto un po’ cos’è il mental training in generale e chi potrebbe davvero praticarlo, vediamo come funziona nella pratica.

Il mental training può essere utilizzato sia sul lavoro, che nello sport, nel fitness e nella vita di tutti i giorni.

Grazie a specifici esercizi studiati ad hoc, si permette al cliente di utilizzare al meglio:

  • Concentrazione
  • Resistenza allo stress
  • Capacità di attenzione
  • Gestione delle emozioni
  • Autostima
  • Resilienza
  • Creatività
  • Capacità seduttive
  • Pensiero critico

E così via, accrescendo le sue capacità, a seconda delle sue necessità e richieste.

Per quanto mi riguarda, quando inizio dei percorsi individuali o collettivi di mental training, riservo sempre le prime sessioni a un argomento chiave: come funziona la nostra mente.

Spiego come è strutturato il cervello e il sistema nervoso, facendo riferimento agli studi di grandi come Oliver Sacks, Norman Doidge, Vilayanur S. Ramachandran, Mihály Csíkszentmihályi, Alexander Lurija, Daniel Goleman, Paul Ekman e Howard Gardner.

Certo, non si tratta di nozioni tecniche difficili da comprendere, al contrario: cerco di rendere semplice un argomento tanto complesso.

Perché lo ritengo necessario? Perché quando poi proseguiremo nel lavoro di allenamento mentale, il cliente saprà perché lo sta facendo e cosa sta accadendo nella sua mente, ma anche quanto tempo ci vorrà, prima di vedere davvero dei risultati.

Alcuni esercizi sono bizzarri e può sembrare assurdo eseguirli. Se invece si sa il perché sono così importanti, allora tutto cambia.

Per quanto mi riguarda, molti esercizi fanno capo al mondo della narrazione, delle metafore, della scrittura e della creatività. Non amo molto gli esercizi preconfezionati, quelli che si trovano anche in giro per il web e che alcuni trainer usano.

Non lo faccio solo perché questi sono più divertenti, ma perché riescono a bypassare i limiti della mente razionale e a permettere di accedere davvero a risorse ancora inesplorate.

 

Mental training latina: conclusioni

Il mental training, dunque, differisce dal mental coaching per gli scopi finali che si prefigge. È bene fare questa distinzione, non solo per questioni di etica professionale, ma anche per diffondere una corretta informazione su un argomento così poco conosciuto e, soprattutto, per permettere ai potenziali clienti di conoscere da subito il tipo di percorso che affronteranno.

Il cervello è uno strumento potentissimo, ma anche difficile da gestire. Ogni giorno siamo vittime inconsapevoli di trappole psicologiche e ogni giorno potremmo dare molto di più di quello che diamo, se solo riuscissimo a utilizzare al meglio le nostre mille risorse.

Ecco perché il mental training è così importante.

Talvolta è accaduto che i clienti mi chiedessero dapprima dei percorsi di mental training e solo dopo delle sessioni di mental coaching. Perché? Perché sentivano di non riuscire a stabilire i giusti obiettivi e a fare ragionamenti logici, necessari nel mental coaching. Come se avessero dei blocchi mentali.

Con il mental training abbiamo rimosso questi “blocchi” e poi, con il coaching, abbiamo lavorato sul raggiungimento di obiettivi di vita, lavoro, wellness o sport.

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