Mental coach per sport di gruppo Roma: ascolta il tuo corpo

Mental coach per sport di gruppo Roma: ascolta il tuo corpo

Il mental coach per sport di gruppo è una figura professionale che si occupa di prendere in considerazione sia le problematiche e le performance dei singoli atleti, sia quelle dell’intera squadra o team.

Gli elementi che vengono presi in considerazione sono tanti e ogni situazione è un mondo a sé. Il primo passo è certamente quello di individuare gli obiettivi da raggiungere (qui trovi i dettagli di come pianificare obiettivi specifici e realistici).

Fatto questo, occorre utilizzare diverse strategie per aiutare il coachee a raggiungerli.

Tra questi c’è il portare l’attenzione verso l’ascolto del proprio corpo. Vediamo cosa intendo.

 

Mental coach per sport di gruppo Roma: il dialogo interiore

Sono stato un atleta anche io e so bene quanto sia fastidiosa quella vocina che parla, parla, parla, mentre tu vorresti solo concentrarti e goderti la performance.

Sono tante le cose che la vocina ci dice: non ce la farai, non sei capace, chissà cosa stanno dicendo di te gli spettatori, il mister non ti stima…

Questo disturbo interno ci distrae, porta l’attenzione da un’altra parte e abbassa chiaramente le nostre performance. Cosa fare, allora?

 

Mental coach per sport di gruppo Roma: parla in positivo

Forse la prima cosa che viene in mente è quella di trasformare ciò che la vocina dice. Se proprio deve parlare, che almeno dica cose sensate e positive.

Quindi, come primo passo può tornare utile imparare a controllare la vocina e a farle pronunciare frasi che ci incoraggino, che diano energia e carica.

Si tratta di abitudine, occorre lavorarci su con esercizi specifici. Io li descriverei, se potessi, ma gli esercizi universali non esistono, ciascuna sessione è un mondo a sé, come lo è ciascun coachee.

C’è chi preferisce scrivere le frasi e poi ripeterle, chi preferisce impararle a memoria, chi pensare a una sola parola e non a frasi intere, come fosse un mantra.

Questa tecnica può funzionare, ma la cosa migliore che si possa fare è un’altra: azzittire la vocina.

 

Mental coach per sport di gruppo Roma: ascolta il corpo

Per zittire la vocina occorre attivare aree del cervello diverse da quelle utilizzate per il linguaggio.

Bisogna far lavorare il cervello creativo, quello che pensa per immagini. Ma, nello sport, si può fare ancora meglio: portare l’attenzione verso il proprio corpo.

Ascoltare i feedback in tempo reale che ci invia il nostro corpo è uno dei tre elementi base che danno vita a ciò che lo psicologo naturalizzato americano Mihaly Csikszentmihalyi ha chiamato “flow”: uno stato di grazia in cui lo sportivo non avverte la fatica e, appunto, sente fluire i propri movimenti.

Le tre caratteristiche che danno generalmente vita al flow sono:

  • L’individuazione di obiettivi realistici e raggiungibili (che possono anche variare nel corso della gara)
  • L’equilibrio tra capacità individuali e sfide da affrontare
  • L’ascolto dei feedback che il corpo ci invia in tempo reale, nel corso della gara

In questo articolo mi soffermo sull’ultimo punto, come dicevo.

Ascoltare il proprio corpo vuol dire monitorare il battito del cuore, le capacità respiratorie, l’insorgere di crampi o la fluidità muscolare e così via.

Ma vuol dire anche monitorare la mente per controllare se c’è motivazione, se c’è il gusto della sfida, il divertimento e tutti quegli elementi mentali che permettono performance elevate.

Nel coaching sportivo aiutiamo anche gli atleti ad ascoltare il loro corpo, se necessario direttamente sul campo di gara o allenamento.

Con esercizi specifici, si porta l’atleta a concentrarsi su determinati elementi, escludendone altri (come la vocina, appunto). Io spesso utilizzo anche tecniche di meditazione mindfulness, poiché la scienza stessa ci insegna che funzionano a meraviglia.

Ma di certo non ci si limita a questo.

 

Mental coach per sport di gruppo Roma: conclusioni

Per concludere, dunque, riuscire ad ascoltare il proprio corpo permette di accedere al flow e di vivere con gioia e libertà la performance sportiva, al di là del risultato e dell’impegno che richiede.

Per questo motivo è uno dei punti di attenzione di chi, come me, lavora come mental coach per sportivi e per squadre o team.

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