Cos’è, il coaching?

Il Coaching è un intervento non terapeutico che si sviluppa come conversazione tra il cliente e il coach.

Una conversazione che permette al cliente di trovare, riconoscere e utilizzare le sue risorse, il meglio di sé, le sue potenzialità non ancora espresse, per raggiungere i suoi obiettivi di vita.

Il vero coach è fermamente convinto che ogni essere umano sia unico e che abbia in sé già tutte le risorse necessarie per raggiungere i propri obiettivi.

Per questo motivo, il coach ascolta il cliente e stimola i suoi ragionamenti con domande mirate, senza alcun giudizio o pregiudizio, senza alcuna interpretazione e nella più totale trasparenza.

A cosa mi servirà, il coaching?

Il coaching ti permetterà di raggiungere un livello più elevato di performance, di apprendimento o di soddisfazione negli àmbiti più disparati. Il coaching, infatti, può affrontare una vastità di argomenti proprio per la sua flessibilità e natura. Il coaching non è psicoterapia, dunque non ha, come obiettivo, la guarigione da disagi psicologici. Riporto quanto scritto sul sito della ICF (dell’International Coach Federation) Italia, in cui la Federazione dice che il coaching permette al cliente «di acquisire una maggiore capacità di produrre risultati e una grande fiducia nelle capacità che gli occorrono.»

In pratica, cosa fa, il coach?

Il coach ha la responsabilità di accompagnare il cliente lungo questo percorso di consapevolezza, di facilitare i suoi ragionamenti, di aiutarlo a trovare e raggiungere i suoi obiettivi di vita. Il cliente, dal canto suo, ha la responsabilità di impegnarsi per far sì che tali obiettivi vengano raggiunti. Senza il suo impegno, infatti, il lavoro svolto con il coach sarebbe nullo.

Il coach, dunque, pone domande e aiutano il cliente a trovare le soluzioni migliori per sé.

Per riprendere di nuovo quanto scritto sul sito di IFC Italia: «Il coaching è concepito per aiutare i clienti a incrementare le loro conoscenze e performance e migliorare la qualità della vita. Il coaching non si concentra direttamente sull’alleviare il dolore psicologico o sul trattare i disturbi cognitivi o emotivi.»

E ancora: «Il coaching si concentra principalmente sul presente e il futuro. Non si concentra sul passato o sull’impatto del passato sul presente. Il coaching usa le informazioni del passato solo per chiarire la situazione presente. Far muovere il cliente in avanti non può dipendere da fatti del passato.»

Anche se talvolta il coach, oltre a porre domande, offre consigli, è comunque sempre il cliente che ha la libertà di scegliere se accettarli o meno. Il cliente è il fulcro di tutto il lavoro.

Quindi, non è psicoterapia!

Assolutamente no. Il coaching può supportare i percorsi di terapia, ma non può essere un surrogato, un sostituto della terapia psicologica in alcun modo.

Ma quello che dirò, sarà riservato?

Assolutamente sì! Io sono iscritto alla International Coach Federation e ne condivido il Codice Etico, che ti invito a leggere attentamente, prima di richiedere una sessione. Come leggerai, fa parte di questo codice la massima riservatezza di quanto detto all’interno delle sessioni di coaching (Sezione 4: Confidenzialità/Privacy).

Come si svolge un percorso di coaching?

Prima di tutto, ci si conosce e il coach valuta se sia il caso o meno di avviare un percorso. Un percorso di coach, solitamente, non dura più di 10 sessioni, spesso meno. Il coaching, infatti, ha lo scopo di portare il cliente a trovare soluzioni e a raggiungere obiettivi precisi in breve tempo.

Dove si fanno le sessioni e quanto durano?

Ogni sessione, dura circa un’ora e deve essere svolta in un luogo neutro, informale. Io, personalmente, preferisco effettuare sessioni all’aperto, quando possibile, o in luoghi pubblici e tranquilli. Potremmo, dunque, effettuare sessioni in un parco, in montagna, sulla spiaggia, o in un caffè non affollato. Ovviamente, se la distanza non lo permette, il coaching si può effettuare tranquillamente anche via Skype o telefono. Anzi, quest’ultima è la modalità che va per la maggiore, non solo in Italia, ma anche all’estero.

Che rapporto c’è, tra cliente e coach?

Sono partner alla pari. Si tratta di un rapporto fondato sul rispetto e sulla fiducia, da ambo le parti. Questi sono requisiti fondamentali per intraprendere un rapporto funzionale. Il coach non è un maestro di vita o un esperto che detta legge, è un supporto che accompagna il cliente sottobraccio verso i suoi obiettivi e le sue soluzioni.

Quindi, il coaching serve davvero?

Sì, assolutamente! È un metodo di comprovata efficacia per migliorare la propria vita, personale o professionale, per migliorare il rapporto con gli altri e superare i propri limiti e le proprie paure, raggiungendo felicità e serenità in ogni campo.

Ci sono prove di questa efficacia?

Ce ne sono molte, che è possibile rintracciare anche su Google. A titolo di esempio, uno studio dell’International Personnel Management Association, pubblicato già nel 2002 dal Financial Time, ha dimostrato come la produttività delle persone migliorasse del 22% con la sola formazione e dell’88% con il coaching.