Come vivere sereni e senza problemi?
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Come vivere sereni e senza problemi?

Come evitare i problemi di coppia, di lavoro, di vita, di salute, di tutto? Questo è ciò che ci chiediamo continuamente, vivendo nel costante obiettivo di vivere una vita serena e senza problemi.

Ma chi ha detto che una vita serena e felice debba essere semplice e senza problemi? E chi ha detto che si possa vivere senza problemi?

Chiedetelo alla giraffa che, dopo aver portato in grembo il suo cucciolo per un anno, vede avvicinare un leone che potrà togliergli la prole in un secondo.

Siamo animali anche noi, e condividiamo lo stesso mondo della giraffa. Non abbiamo i suoi stessi problemi, ma ne abbiamo altri. E dobbiamo conviverci, perché ne arriveranno sempre di nuovi.

Ma io non ti sto dicendo delle cose brutte, anzi, ti sto aprendo un nuovo mondo. Leggimi.

 

Come vivere sereni e senza problemi grazie… ai problemi

Come forse saprai, io ho la Sindrome di Tourette e, mentre scrivo, sono da 7 anni presidente della Onlus Ast-Sit, che si occupa di aiutare tourettici e famiglie in tutta Italia. Bene, se c’è una cosa che ho imparato, grazie alla mia Tourette e ai casi che seguiamo in Associazione, è che i problemi sono necessari.

Per farmi capire meglio, userò un’altra metafora, una del grande psichiatra Abraham Joshua Twerski (in foto).

Twerski parla di un altro animale: l’aragosta. L’aragosta è un animale soffice, ricoperto da una dura corazza protettiva. Più l’aragosta cresce, più quella corazza diventa limitante. Così, a un certo punto della sua vita, corre sotto uno scoglio, al riparo dai predatori, e, dopo un grande sforzo, si libera dalla sua corazza e ne genera una nuova. In futuro, crescendo sempre più, lo farà ancora.

Ma perché? Perché quella corazza è diventata vecchia, troppo stretta, limitante. L’aragosta, dunque, rinasce e si rigenera, ogni volta, grazie a un problema, grazie a un disagio. Se non vivesse quel disagio, non crescerebbe mai.

Twerski dice anche: se l’aragosta avesse un dottore, non cambierebbe mai corazza, perché il dottore le darebbe un Valium o un antidolorifico, per alleviare il disagio, e tutto passerebbe. Senza crescita.

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Il miglior medico è colui che conosce l’inutilità della maggior parte dei farmaci.

Non è, forse, quello che spesso facciamo noi? Non appena ci troviamo dinanzi a un problema, a un disagio inevitabile, cerchiamo di fuggire attraverso la via più semplice che, di volta in volta, può essere un medicinale, oppure il chiudere gli occhi e ignorare.

Io credo, invece, che la cosa migliore sia quella di affrontarlo, il problema. Anzi: di viverlo! Senza problemi, senza disagi e senza sfide, la nostra vita non sarebbe quella che è, non avrebbe senso, e noi non cresceremmo mai.

È questo spirito che porta molte persone da noi coach, è questa volontà di affrontare, vivere e superare i problemi, per risvegliare il proprio potenziale, che spinge sempre più persone a crescere grazie al supporto di un coach, anziché restare chiuse nella propria, vecchia corazza.

Una scelta saggia, a mio avviso, perché (scusa se sarò un po’ duro) se anche ce ne stessimo in silenzio, all’ombra di un grande albero e con il nostro cucciolo accanto, prima o poi un leone si avvicinerebbe e non potremo ignorarlo. Dovremmo combatterlo, affrontarlo, risvegliando il nostro potenziale sopito.

La giraffa non ha le zanne e gli artigli di un leone, eppure le basta una zampata per uccidere il temibile predatore. Ma, quando nasce, la giraffa non lo sa.

Lo impara solo lottando.

 

Come vivere sereni e senza problemi con lo shadow boxing

Leggendo il titolo del paragrafo, forse penserai che io sia impazzito: cosa c’entra il boxare con la propria ombra? Ora te lo spiego.

Io sono stato medaglia d’oro di kung fu e oggi sono mental coach anche di tanti atleti. Questa esperienza mi ha portato a prendere coscienza di una strategia molto utile, che viene utilizzata anche da chi prepara le persone ad affrontare eventi critici (come terremoti, o incendi). Una strategia di cui parla in modo approfondito anche Maxwell Maltz nel finale del libro “Psicocibernetica“.

Allenarsi a superare determinati problemi, ma in uno stato di serenità e senza stress, ci aiuta a programmare il sistema nervoso. Boxare con la propria ombra (o davanti allo specchio) funziona proprio in questo modo. Gene Tunney, il grande pugile, disse che prima di salire sul ring provava e riprovava centinaia di volte l’incontro davanti allo specchio. Studiava le mosse del suo avversario riguardando i vecchi incontri, e poi immaginava di averlo di fronte. Si immergeva totalmente nella finzione, schivando i colpi e reagendo.

La nostra mente non sa distinguere tra realtà e fantasia, ecco perché saliviamo se pensiamo a un piatto gustoso, o ci tremano le mani se pensiamo a un pericolo. Sfruttiamo questa peculiarità della mente e nostro vantaggio, allora.

Molti attori e oratori, prima di salire sul palco, provano e riprovano allo specchio il loro discorso. Lo scrittore e predicatore Billy Graham metteva addirittura una decina di sedie vuote davanti a sé e parlava loro, come se davanti avesse un pubblico.

Una strategia che può essere utilizzata per prepararci ad affrontare mille problemi diversi. Proprio come accade nelle simulazioni di evacuazione per terremoto, o incendio. O proprio come fanno i medici, allenandosi al primo soccorso con dei bambolotti. Ci prepariamo ad affrontare la difficoltà in una condizione di sicurezza, per poi poterla affrontare qualora si presentasse davvero.

Una strategia che puoi utilizzare in previsione di situazioni reali come un esame, un discorso pubblico o anche una festa nella quale vuoi fare bella figura e stringere nuove amicizie. Preparati, come se fossi davanti all’esaminatore, al pubblico, o in mezzo a un party, stringendo mani, sorridendo e parlando. Funziona sul serio!

 

Come vivere sereni e senza problemi con l’atteggiamento mentale giusto

Anche l’atteggiamento mentale gioca un ruolo fondamentale, nel risolvere i problemi e, di conseguenza, nel vivere sereni.

Alle volte ci lasciamo andare a pensieri negativi del tipo “andrà tutto male”, “chissà che succederà”, “ecco, è finita”. Visto che il cervello non riconosce tra realtà e fantasia, con questi pensieri in testa viviamo nell’ansia, nell’angoscia e da perdenti. Quindi, non saremo in grado neppure di affrontare problemi minimi e facilmente risolvibili.

Dobbiamo però capire alcune cose:

  • la realtà non è mai orrenda come i nostri pensieri, ingigantiamo sempre tutto, è nella nostra natura
  • se qualcosa deve andare storto per forza, andrà storto, inutile pensare in negativo, non cambia le cose
  • pensando in positivo, al contrario, possiamo affrontare i problemi (se inevitabili) e superarli

L’atteggiamento mentale giusto, dunque, è quello che ci fa sentire rilassati, fisicamente rilassati, a livello muscolare. Una piccola dose di adrenalina ed eccitazione è giusto che ci sia, davanti a una sfida o a un problema, altrimenti non potremmo affrontarlo. Ma questo non si deve tramutare né in paura, né in rabbia. Altrimenti perderemo il controllo.

L’eccitazione, invece, deve essere tramutata in grinta, sana aggressività che ci porta a guardare il problema negli occhi, con senso di sfida e sicurezza nelle nostre capacità. Quindi, questi sono i passaggi da mettere in atto davanti a un problema:

  • razionalizza il problema e renditi conto che non sarà mai orrendo come pensavi
  • stabilisci il tuo obiettivo finale in positivo, il risultato da portare a casa
  • prendi atto dei tuoi punti di forza
  • rilassati fisicamente, anche con la giusta respirazione
  • fai nascere in te quella grinta e quella sicurezza che ti faranno tremare le mani e ti permetteranno di vincere

Bertrand Russell disse: “Quando una disgrazia vi minaccia, considerate attentamente e con serietà qual è la cosa peggiore che può accadere. Esaminate bene questa  disgrazia e, basandovi su ragioni valide, cercate di pensare che, in realtà, essa non è poi così disastrosa. Tali valide ragioni esistono sempre.” Vi accorgerete che le preoccupazioni diminuiranno straordinariamente. Probabilmente sarà necessario ripetere l’operazione più volte.”

Potrete arrivare addirittura a riderci sopra. E vi assicuro che è così, l’ho provato su me stesso in situazioni di terribile e apparentemente insormontabile angoscia. Non è forse ciò che ci disse di fare anche Albert Ellis, il grande psicologo che ideò la Terapia Razionale Emotiva Comportamentale?

Carlyle, inoltre, disse a sé stesso: “Di che cosa hai paura? Per quale ragione, come un codardo, devi sempre tremare e piagnucolare, e continuare a nasconderti e a tremare?” E ancora. “Non hai forse un cuore? Non puoi forse sopportare tutto questo? E, come Figlio della Libertà, sebbene abbandonato, calpestare l’Inferno stesso sotto i tuoi piedi mentre esso ti riduce in cenere? Che venga! Lo affronterò e lo vincerò!”.

E ricorda anche quello che diceva Galileo Galilei: “Dietro ogni problema si cela un’opportunità“. I problemi sono sfide da vincere e maestri di vita che ci stanno insegnando qualcosa. Cerca di capire cosa, e farai tesoro anche dei momenti più difficili.

Ecco, credo queste frasi parlino più di mille argomentazioni. Verso questo atteggiamento può portarti il mental coaching, se vorrai usufruirne. Un atteggiamento di sicurezza, forza e serenità.

 

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