Come vivere sereni e senza problemi?

Come vivere sereni e senza problemi?

Come evitare i problemi di coppia, di lavoro, di vita, di salute, di tutto? Questo è ciò che ci chiediamo continuamente, vivendo nel costante obiettivo di vivere una vita serena e senza problemi.

Ma chi ha detto che una vita serena e felice debba essere semplice e senza problemi? E chi ha detto che si possa vivere senza problemi?

Chiedetelo alla giraffa che, dopo aver portato in grembo il suo cucciolo, per un anno, vede avvicinare un leone che potrà sbranare il suo neonato, da lì a breve!

Siamo animali anche noi, e condividiamo lo stesso mondo della giraffa. Non abbiamo i suoi stessi problemi, ma ne abbiamo altri. E dobbiamo conviverci, perché ne arriveranno sempre di nuovi.

 

Ma io non ti sto dicendo delle cose brutte, anzi, ti sto aprendo un nuovo mondo. Leggimi.

Come forse saprai, io ho la Sindrome di Tourette e, al momento, sono presidente della Onlus Ast-Sit, che si occupa di aiutare tourettici e famiglie in tutta Italia. Bene, se c’è una cosa che ho imparato, grazie alla mia Tourette e ai casi che seguiamo in Associazione, è che i problemi sono necessari!

 

Per farmi capire, userò un’altra metafora, una del grande psichiatra Abraham Joshua Twerski.

Twerski parla di un altro animale: l’aragosta. L’aragosta è un animale soffice, ricoperto da una dura corazza protettiva. Più l’aragosta cresce, più quella corazza diventa limitante. Così, a un certo punto della sua vita, corre sotto uno scoglio, al riparo dai predatori, e, dopo un grande sforzo, si libera dalla sua corazza e ne genera una nuova. In futuro, crescendo sempre più, lo farà ancora.

Ma perché? Perché quella corazza è diventata vecchia, troppo stretta, limitante. L’aragosta, dunque, rinasce e si rigenera, ogni volta, grazie a un problema, grazie a un disagio. Se non vivesse quel disagio, non crescerebbe mai.

Twerski dice anche: se l’aragosta avesse un dottore, non cambierebbe mai corazza, perché il dottore le darebbe un Valium o un antidolorifico, per alleviare il disagio, e tutto passerebbe. Senza crescita.

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Il miglior medico è colui che conosce l’inutilità della maggior parte dei farmaci.

 

Non è, forse, quello che spesso facciamo noi: non appena ci troviamo dinanzi a un problema, a un disagio inevitabile, cerchiamo di fuggire attraverso la via più semplice che, di volta in volta, può essere un medicinale tampone, oppure il chiudere gli occhi e ignorare.

Io credo, invece, che la cosa migliore sia quella di affrontarlo, il problema. Anzi: di viverlo! Senza problemi, senza disagi e senza sfide, la nostra vita non sarebbe quella che è, non avrebbe senso, e noi non cresceremmo mai.

È questo spirito che porta molte persone da noi coach, è questa volontà di affrontare, vivere e superare i problemi, per risvegliare il proprio potenziale, che spinge sempre più persone a crescere grazie al supporto di un coach, anziché restare chiuse nella propria, vecchia corazza.

Una scelta saggia, a mio avviso, perché, scusa se sarò un po’ duro, se anche ce ne stessimo in silenzio, all’ombra di un grande albero e con il nostro cucciolo accanto, prima o poi un leone si avvicinerebbe e non potremo ignorarlo. Dovremmo combatterlo, affrontarlo, risvegliando il nostro potenziale sopito.

 

La giraffa non ha le zanne e gli artigli di un leone, eppure le basta una zampata per uccidere il temibile predatore. Ma, quando nasce, la giraffa non lo sa.

Lo impara solo lottando.

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