Come superare i blocchi mentali (per atleti, studenti e artisti)

Come superare i blocchi mentali (per atleti, studenti e artisti)

Prima o poi arriva per tutti la domanda: come superare i blocchi mentali? Parlo di quel momento in cui un atleta sembra non saper più gareggiare, uno studente sembra non ricordare nulla o non avere energie, un artista sembra non avere idee.

Il blocco forzato del lockdown per Covid-19 ha fatto emergere una serie di problemi di questo tipo, tra atleti, artisti e studenti.

Però, come avrai notato, ho sempre detto “sembra non avere”, e non è un caso. In questo articolo capirai perché e ti parlerò di alcune soluzioni per superare i blocchi mentali.

 

Come superare i blocchi mentali: i consigli classici

Quando si parla di blocco mentale, ci sono dei consigli classici che possono funzionare in molti casi.

Il primo di questi è quello di distrarsi. Camminare, vedere gente, guardare un film, leggere un libro, ridere con un video e così via. Si tratta di stratagemmi che funzionano e anche bene. Ma solo se il blocco è lieve e temporaneo.

Lo stesso discorso vale per le tecniche di superamento del blocco.

Per un atleta potrebbe essere utile allenarsi sotto pressione, magari simulando la pressione di una gara. Non sempre riesce facile, specialmente se la tensione è data dal pubblico, o dagli avversari, o dal risultato. Ma si può provare.

Per un artista può tornare utile anche lasciare andare la mente, senza pensare a qualcosa di specifico. In passato venivano spesso usate droghe o alcool, per indurre questo stato mentale. Oggi (per fortuna) siamo molto più attenti alla salute e non serve ricorrere a questi “trucchi”: basta la meditazione mindfulness.

Rilassarsi, concentrarsi sulla respirazione o sulle sensazioni sensoriali (rumori, stimoli tattili, profumi…) aiuta molto. La sensazione di relax che ne deriva mette in moto la cosiddetta Default Mode Network, la rete neurale che si attiva quando lasciamo libera la mente. Qui nasce la creatività, qui nascono le intuizioni.

Uno studente, invece, potrebbe affidarsi alla rivalutazione cognitiva dello studio o dell’esame. Anziché sentirsi sovraccarico o stressato, potrebbe eseguire visualizzazioni mentali per sentirsi positivamente eccitato e nel pieno controllo della situazione, ritrovando quella motivazione intrinseca che dà la forza, del tipo: sto creando il mio futuro, sto crescendo come persona e diventerò un grande professionista.

 

Come superare i blocchi mentali: la metacognizione

Tutto questo, però, non sempre è sufficiente. Ci sono blocchi, come quelli innescati dallo stop forzato per lockdown da Covid-19, che possono rendere più profondo il problema e non sempre è possibile superarlo in modo così semplice.

In questi casi ci torna utile una tecnica di ispezione del pensiero che io utilizzo molto nelle mie sessioni di coaching: la metacognitiva.

Si tratta di tecniche nate in forma terapeutica e ideate da Adrian Wells come naturale evoluzione della Terapia Razionale Emotiva Comportamentale (REBT) di Albert Ellis e altre terapie simili. Ma non è utile solo in àmbito clinico, anzi è una benedizione per tutti.

In cosa consiste?

Consiste nell’indagare non l’evento che genera il blocco, ma il pensiero che noi formuliamo riguardo a questo evento.

Questo vuol dire che, se un atleta va in blocco quando sugli spalti c’è del pubblico a guardare (e giudicare) le sue performances, l’obiettivo è quello di analizzare i pensieri che vengono formulati dall’atleta in quel momento.

Se un artista non riesce più ad avere idee, andiamo ad analizzare cosa accade nella sua testa quando deve salire sul palco, o creare qualcosa di nuovo, e il modo in cui reagisce a ciò che gli accade.

Uno studente che va in ansia per un esame e dimentica tutto, oppure non ha più voglia di studiare, avrà generato idee su di sé, sulla situazione, sullo studio o sul futuro che bisogna analizzare.

Queste tecniche permettono di ristrutturare il pensiero e superare il blocco mentale anche quando è profondo, radicato e sembra impossibile da sradicare.

 

Come superare i blocchi mentali: alcune tecniche

Ciò che bisogna analizzare, con queste tecniche metacognitive, sono le credenze che abbiamo riguardo ai nostri pensieri, e i meccanismi di pensiero che generano a loro volta. Ecco perché si chiama “metacognitiva”: pensiamo al nostro pensiero.

Prendiamo un atleta che va in blocco perché c’è il pubblico che lo guarda e non fa altro che rimuginare su questo, quando è in gara. In questo caso, il lavoro non sarà sul razionalizzare l’idea che si è fatto, ma sul farlo ragionare in merito al modo in cui valuta il suo pensiero.

Le domande che si dovranno porre, allora, saranno qualcosa del tipo: quali vantaggi ti può portare rimuginare sui giudizi del pubblico? Sinora ti è stato utile? Hai ottenuto risultati di performance? In che altro modo puoi reagire?

Lo stesso vale per un artista in blocco di idee. Come reagisci a questo blocco? Come ti fa sentire? Che idea hai di questa tua reazione?

A uno studente con blocchi mentali si può chiedere: quale situazione ti manda in blocco? Nella tua testa cosa ha preso il posto della motivazione e della serenità? Su cosa continui a rimuginare?

Questi sono solo degli esempi e  dei punti di partenza, si tratta di tecniche che spesso non è possibile eseguire da soli, serve il supporto di un professionista che sa cosa indagare, dove guardare e cosa chiedere, secondo lo stile metacognitivo.

Perché queste domande non sono altro che l’inizio di un dialogo socratico basato sulla ristrutturazione del pensiero. Un percorso che può durare anche diverse settimane, se il blocco si è ben radicato, nel tempo.

Un’altra tecnica spesso utilizzata nella metacognitiva è quella relativa al protocollo P.E.T.S. (già utilizzato anche in altri interventi), acronimo che sta per: Preparazione, Esposizione, Test, Sintesi.

Nella fase della preparazione si identifica il metapensiero che genera problemi, si indaga il grado di credenza del pensiero, si indagano i metodi di reazione della persona a questo pensiero e si individua una situazione a cui esporre la persona per far emergere il pensiero (reale o immaginata).

Nela Esposizione, appunto, si crea la situazione che dà vita al pensiero. Facendola immaginare o ricreandola dal vivo, se possibile. In uno studente bloccato dalla paura dell’esame si può far rivivere la paura dell’ultimo esame, in un atleta bloccato dai giudizi del pubblico lo si può far gareggiare davanti a decine di persone, a un artista in blocco per mancanza di idee e la paura di perdere il lavoro si può far assegnare un nuovo compito creativo e osservare le reazioni.

Nel Test si porta la persona a evitare di controllare i pensieri che la fase di Esposizione genera. Al contrario, li deve accogliere e sfidare, per comprendere in che modo li valuta, metterne alla prova la loro assurdità e trovare risposte alternative.

Infine, nella Sintesi, si riassume il lavoro svolto, si individuano i risultati e si affinano le strategie, se necessario.

 

Come superare i blocchi mentali: conclusioni

Come abbiamo visto, di tecniche ce ne sono, nulla è impossibile, in questo senso.

Proprio perché i blocchi mentali frenano la nostra mente, però, non possiamo lavorare da soli. Serve un aiuto esterno che stimoli i pensieri corretti e che permetta di andare oltre i propri limiti.

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