Come gestire lo stress e cosa c’entra l’intestino?

Come gestire lo stress e cosa c’entra l’intestino?

Da sempre si dice che l’intestino sia il secondo cervello. Ed è vero. L’intestino risente particolarmente dello stress e dell’ansia, per questo motivo i disturbi gastro-intestinali sono spesso un importante campanello d’allarme da non sottovalutare. Ma come gestire lo stress e l’ansia, per stare meglio?

 

COME FUNZIONA L’INTESTINO

Per prima cosa, dobbiamo capire come funziona l’intestino.

L’intestino è un universo molto complesso e non ancora ben conosciuto. Però, sappiamo per certo che risente dello stress perché, in casi del genere, il nostro corpo attiva tre grandi sistemi che collegano il cervello alle nostre viscere, avviando il processo di infiammazione che ben conosciamo.

Tutto parte dall’amigdala, da quella piccola mandorla situata all’altezza delle nostre tempie e che compone il nostro cervello limbico, quello più “animale”, quello istintivo e legato alle emozioni. Un’attività anomala dell’amigdala, scatenata da paura, rabbia o tensione emotiva, dà il via a processi che coinvolgono il sistema simpatico e il sistema immunitario.

È in questo momento che le molecole infiammatorie entrano in azione.

Al contempo, inoltre, viene inibito il sistema parasimpatico, cosa che comporta un ulteriore aumento dell’infiammazione intestinale, dando vita ad attività di cui faremmo volentieri a meno.

Terzo e ultimo passo: si attiva un processo che inietta nel sangue un ormone (l’ACTH) che, a sua volta, provoca il rilascio di adrenalina e di cortisolo, l’ormone dello stress. E il cerchio si chiude.

Se non si riescono a dominare ansia e stress, dunque, questo processo non ha fine e, a lungo andare, il nostro sistema va in tilt, in esaurimento.

Come diceva il caro Corrado, però: non finisce qui.

Eh no, perché nell’intestino viene prodotta gran parte della serotonina che è in circolo nel nostro organismo. La serotonina è il neurotrasmettitore che ci fa dormire bene, ci mantiene rilassati e di buon umore.

In un intestino infiammato e irregolare, la serotonina prodotta è chiaramente di meno e, dunque, si hanno ricadute sul sonno e sull’umore, innescando nuove potenziali situazioni stressogene.

Come risolvere la questione, allora, e uscire da questo circolo vizioso?

COME GESTIRE LO STRESS: IL POTERE DEL COACHING

Prima di tutto, preciso che, in casi particolari, la psicoterapia, la terapia cognitivo-comportamentale e quella razional-emotiva sono di valido aiuto, ad esempio se ansia e stress cronico scaturiscono da traumi profondi, magari maturati nell’infanzia o nell’adolescenza.

In casi non clinici, invece, quando lo stress è generato da problematiche attuali che non riusciamo a risolvere o da situazioni complesse che richiedono soluzioni veloci, il coaching è il supporto perfetto. Permette di aggirare le fonti di stress e di migliorare le risposte comportamentali attraverso l’individuazione di soluzioni ad hoc.

Il coaching, infatti, mira a sgretolare i pregiudizi su noi stessi e le distorsioni cognitive che ci portano verso un modo di pensare e di agire disfunzionale. Il coach, dunque, attraverso le sue domande, permette al cliente di trovare velocemente soluzioni alle problematiche che generano stress e a lasciar andare quel pesante macigno che spesso ci portiamo dietro.

Il coaching, a differenza della psicoterapia, infatti, non agisce sul passato, ma sul presente, creando un ponte con il futuro. È immediato, veloce e pragmatico. Il passato viene utilizzato solo se c’è la necessità di recuperare risorse utili al futuro, ma non viene utilizzato per scavare nel problema e per approfondirlo.

Come vedi, già la metodologia utilizzata dal coaching è di per sé positiva e anti-stress. 🙂

Tengo a precisare queste cose perché, in Italia, il coaching è ancora una realtà di nicchia poco conosciuta, se non nelle aziende e in alcuni club sportivi. In molti Pesi esteri, invece, è già una realtà affermata a cui fanno riferimento adolescenti, genitori, professionisti e chiunque altro ne senta il bisogno.

Fare sessioni di coaching è illuminante e potenziante. Scegliere di fare coaching vuol dire riconoscersi delle forti potenzialità inespresse. Si va dal coach perché ci si serve di un professionista in grado di far emergere le proprie capacità nascoste al fine di raggiungere obiettivi specifici.

Peraltro, fare coaching è “formativo”, in qualche modo. L’obiettivo del coach, infatti, è anche quello di aiutare il cliente ad apprendere un metodo di indagine universale da utilizzare in qualsiasi momento della vita. Il cliente, in pratica, impara a fare quello che chiamiamo “self-coaching”. Questo gli permetterà, in futuro, di sbrigarsela da solo, in situazioni simili e non troppo complesse, senza dover chiedere nuovamente il supporto del coach.

Chiusa questa parentesi, torniamo a noi.

 

ERBE E STRESS

Ci sono casi in cui lo stress è talmente pressante che si fa fatica a ragionare. In questi casi, prima di affrontare un percorso di coaching, consiglio di liberare la mente. Ci sono diverse soluzioni naturali che possono venirti in aiuto.

Le erbe non sono la mia specializzazione e, dunque, ti consiglio di consultare un medico e/o un professionista del mondo erboristico per avere dritte davvero utili e specifiche.

Se, come detto prima, lo stress non ti fa dormire bene, riduce le energie o ti abbassa il tono dell’umore, togliendoti il desiderio di reagire, posso solo accennarti che ci sono diverse soluzioni naturali, in commercio, che, in condizioni non patologiche, vanno molto bene. Ad esempio:

Ti ripeto, però, di far sempre riferimento a un medico, prima. Nonostante siano erbe, hanno comunque effetti sull’organismo e possono interagire con alcuni farmaci, se se ne assumono.

Una recente ricerca ha dato risultati interessanti sulla riduzione dell’ormone dello stress attraverso l’uso di due elementi naturali “insospettabili”.

Stando a quanto emerge dallo studio LAMA II, condotto dai ricercatori dell’Università della Georgia, infatti, luteina e zeaxantina, integratori solitamente utilizzati per la salute degli occhi, sono in grado di ridurre i livelli di cortisolo nel sangue.

Detto ciò, è chiaro che, se si assumono integratori ma poi non si risolvono le situazioni stressanti, i problemi di salute rischiano di tornare. Un’integrazione adeguata, dunque, può aiutarti a superare l’iniziale momento di stress eccessivo e a liberare la mente ma, una volta ristabilito l’equilibrio, è necessario affrontare la situazione di petto e trovare soluzioni veloci attraverso sessioni di coaching mirate.

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