Come gestire le critiche?

Come gestire le critiche?

Gestire le critiche è un cruccio vecchio come il mondo. Nell’era del web 2.0, poi, dove ognuno ha possibilità di dire la sua pubblicamente, imparare a gestire le critiche è di fondamentale importanza.

Ci si può trovare ad affrontare situazioni articolate e a vivere stress difficili da governare. Alle care e vecchie “critiche da bar”, ora si sono aggiunte le nuove “critiche da social”. E tutto si complica.

Anche perché le critiche possono prendere di mira sia azioni professionali che personali. Inoltre, il numero di persone in grado di interagire con te e, quindi, potenzialmente criticarti, è infinito.

Chiunque abbia in mente (o abbia già realizzato) grandi progetti, per sé e per la propria vita, deve prendere coscienza del fatto che più ci si espone e più si può essere bersaglio di critici e “leoni da tastiera 2.0” (anche detti “troll”). Cosa fare, allora?

Di certo, la scelta di rinunciare ai propri obiettivi di vita per la paura di esporsi è fuori luogo e quanto mai errata. È fuori luogo anche portare avanti progetti senza che si sappia in giro. Molte volte, infatti, il successo dei nostri progetti è legato a doppio filo con la loro pubblicizzazione.

Quello che va fatto, allora, è perseverare e trovare una strategia di gestione delle critiche adatta alle proprie esigenze. Per quanto riguarda le critiche costruttive, dal mio punto di vista non ci sono problemi. Anzi, ben vengano! Sono le critiche sterili, quelle che possono creare problemi d’immagine.

Il coaching è senza dubbio lo strumento più adatto a questo scopo. Il coach, infatti, con le sue domande, ti costringe a riflettere su elementi che avevi ignorato, ad aprire la mente e a riconsiderare il tutto, per permetterti di arrivare a soluzioni disegnate su misura per te. Se sei in grado di fare selfcoach, sai di cosa sto parlando.

Ad ogni modo, prima di tutto occorre imparare a riconoscere le critiche dannose.

Vediamone alcune.

 

Come gestire le critiche “io ho ragione e tu hai torto”

Questa critica è forse la peggiore. Chi commenta le tue iniziative non ha alcuna intenzione di confrontarsi. Crede di aver ragione e basta. Non di rado, offende.

La spocchiosità di tale atteggiamento riesce a minare, spesso, la serenità interiore. Tuttavia, la cosa più grave, in questo tipo di critiche, è che chi scrive (o parla) ha molta voglia di criticare e zero voglia di approfondire. Dunque, potrà andare in giro a sparlare di te e di ciò che fai senza sapere di cosa si stia parlando, diffondendo notizie false.

Per fare un esempio, ti riporto il caso di un’azienda che, tra le altre iniziative, è impegnata nell’andare nelle scuole per portare una determinata cultura sociale in linea con ciò che tratta. Un bel (anzi, brutto) giorno, arriva il critico-troll di turno e sai cosa dice, in giro per la Rete e non solo? Che l’azienda ha messo in atto queste azioni per plagiare i più piccoli e vendere i suoi prodotti.

Chi ha letto le sue critiche e senza essere a conoscenza dei fatti, si sarà fatto un’idea sbagliata dell’azienda e avrà alimentato un ritorno d’immagine negativo.

Fortunatamente, in molti casi questa ignoranza in materia del troll torna comodo a chi viene attaccato, perché basta rispondere con dati di fatto, per zittirlo.

 

Come gestire le critiche “invece di farti pubblicità, mettiti al lavoro”

Questo capita, a volte, quando il troll viene a sapere che si è fatto del bene ad altri o che si è messa in atto un’azione di rilievo. Con la bava alla bocca, il troll non vede l’ora di nutrirsi di una nuova vittima.

In questo caso, propone frasi come “chi fa davvero del bene non lo dice”, oppure, appunto, “invece di farti pubblicità, mettiti al lavoro”. E non serve, molto spesso, che a parlare di queste gesta siano altri, al nostro posto, perché il troll può modificare la frase in “anziché perdere tempo a dire agli altri di parlar bene di te, mettiti al lavoro”. Et voilà!

Questo tipo di critica, però, pone un problema di logica: mi stai dicendo che se si viene a sapere che ho fatto qualcosa di buono, questo invalida il valore delle mie azioni? O che farmi pubblicità mina i miei progetti futuri? In che modo?

È vero l’esatto contrario, invece: più se ne parla e più è facile generare imitazioni virtuose. Perché pubblicizzare solo ed esclusivamente eventi negativi in grado di generare nuovi eventi negativi per emulazione? Credo che meritino di essere pubblicizzati maggiormente gli eventi positivi e i risultati raggiunti, giusto?

L’esempio dell’azienda, che ho fatto prima, calza a pennello anche in questo caso.

 

Come gestire le critiche “non sai di cosa stai parlando”

Eh sì, c’è sempre qualcuno che è certo di detenere il sapere assoluto. C’è sempre qualcuno che viene a dirti che, nonostante i tuoi mille anni di studi ed esperienza sul campo, non ne sai nulla, del tuo mestiere.

A me, ad esempio, è capitato che un paio di persone arrivassero addirittura a dirmi “prima parli di condivisione libera di contenuti e poi fai pagare il servizio di newsletter?”

Il fatto è che il servizio di newsletter è ovviamente gratuito. Non solo: queste persone erano già iscritte gratuitamente alla mia newsletter gratuita. Mumble…mumble…

Ciò che ho fatto io è stato, allora, porre loro delle domande. Domande del tipo: cos’è che hai pagato? Ti è arrivata qualche fattura di cui non sono al corrente? Non vorrei che fosse opera di un hacker, puoi spiegarmi meglio? E tutto è finito con le loro scuse.

Il metodo delle domande risulta utile in molti casi. Con le domande metti il troll con le spalle al muro e lo costringi a ragionare, per risponderti. O a tacere.

 

Imparare come affrontare le critiche sembra cosa da poco. Si presta poca importanza, normalmente, a questo tipo di attività. Di solito ci si concentra su come gestire lo stress, o come gestire gli eventi negativi. Si generalizza, insomma. Ma è solo andando a fondo nelle singole situazioni fonti di stress che si riesce a ottenere il risultato sperato e a vivere sereni.

Con questo articolo, dunque, ho cercato di indagare uno dei tanti aspetti che, nella vita di tutti i giorni, può essere fonte di stress. Spero che ti sia stato utile, che ti abbia fornito qualche spunto per aprire ancor più la mente e metterti alla ricerca di nuove soluzioni.

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