Coaching: cos’è e come funziona?

Coaching: cos’è e come funziona?

Mentre scrivo questo articolo, in Italia il coaching è ancora una realtà in via di sviluppo. Alcune persone non sanno che esiste, altre si chiedono «Cos’è? Come funziona? Serve davvero?».

Con queste poche righe cercherò di fare un po’ di chiarezza sul coaching.

 

Cos’è, il coaching?

Il coaching è una passeggiata abbracciati, o sottobraccio, verso mete ancora sconosciute.

È un incontro tra due o più persone in cui il coach aiuta i suoi clienti a tirare fuori le proprie risorse, il meglio di sé, per raggiungere importanti obiettivi di vita.

Quali obiettivi? I più svariati. Si può andare da problemi sul posto di lavoro a una migliore interazione con i figli, dal ravvivare il rapporto di coppia all’intraprende una nuova attività, dal migliorare la propria salute all’ideare qualcosa di creativo.

Non ci sono limiti. La natura del coaching fa sì che questa attività sia molto malleabile e ben adattabile. L’unico intervento che non può eseguire il coach è quello terapeutico. In quel caso bisogna ricorrere ad altri specialisti. Sarà il coach stesso a dirtelo, se sarà necessario, durante il primo colloquio gratuito.

O almeno così faccio io.

Il coaching, dunque, lavora con la mente ed è un lavoro potenziante. A differenza della psicoterapia o del consueling, il coaching non ti farà scendere nel cuore del problema e non esplorerà il tuo passato per dirti da dove origina il problema, se tutto ciò non è funzionale all’individuazione di risorse e soluzioni.

Il coaching guarda avanti, è un ponte con il futuro, ti aiuta a migliorare, a cambiare, a pianificare e realizzare.

Si tratta di uno strumento utilissimo, dunque. Peraltro, se non fosse stato davvero utile, non avrebbe preso così tanto spazio, nel mondo. 😉

Ma bisogna fare attenzione a non considerare il coaching come una consulenza. Il cliente non otterrà risposte, dal coach, non diventerà dipendente dalle sue conoscenze. Al contrario: troverà le proprie risposte e sarà del tutto autonomo! Inoltre, il coaching non è motivazione. La motivazione nascerà da sé, nel cliente, man mano che esplorerà le sue risorse e troverà nuove soluzioni. L’approccio motivazionale non è prerogativa del coaching ICF, quello che pratico io, in quanto membro della International Coach Federation.

ICF (International Coach Federation) è la federazione mondiale di coaching che, attraverso i suoi 30.000 associati presenti in oltre 138 Paesi, si occupa di favorire il progresso dell’arte, della scienza e della pratica del Coaching Professionale.

Il coaching, inoltre, è pragmatico e rapido. Proprio ciò che serve al mondo di oggi!

I percorsi di coaching, infatti, durano poche sessioni e risolvono problemi specifici, trovano soluzioni a esigenze ben definite. Il coach pone domande in grado di stimolare la riflessione e il ragionamento, domande che aiutano il cliente ad andare sempre più avanti, a trovare alternative, a esplorare aree mai esplorate prima.

Non è qualcosa di magico, esoterico o truffaldino alla «Striscia la notizia», come spesso si è portati a pensare delle novità. Al contrario, è un metodo certificato, ormai consolidato in tutto il mondo, di cui usufruiscono anche grandi aziende.

Pensa che già nel 2002, uno studio dell’International Personnel Management Association, pubblicato dal Financial Time, ha dimostrato come la produttività delle persone migliorasse del 22% con la sola formazione e dell’88% con il coaching.

 

Come funziona?

Per capirci: pensa a quando ti metti davanti allo specchio e ti chiedi «Cos’è che non va? Come posso migliorare?» ma non ti viene nulla in mente. Ecco, il coach interviene lì, con domande che noi non ci porremmo, con creatività e intuito, per permettere al cliente di avere l’illuminazione.

Alle volte, al cliente sentiamo dire «ma perché non c’ho pensato prima?».

Ti stai chiedendo perché accade? Perché ogni persona ha già dentro di sé tutte le risorse di cui ha bisogno, solo che ancora non ne ha preso coscienza. Di questo, il coach è pienamente consapevole e su questo lavora.

Difficile, comunque, spiegare l’esperienza del coaching con delle parole o con dei video. Bisogna provarla, viverla in prima persona per rendersi conto di quanto sia efficace.

Alle volte (ed è successo anche a me) accade che una sessione si concluda con un nulla di fatto. Che il cliente dica «questa sessione non mi è servita a nulla». Ma spesso è solo apparenza.

Il vero potere del coaching, infatti, inizia quando termina la sessione. Quando il cliente torna alla sua vita. È lì che mette in atto le azioni che ha pianificato ed è lì che la mente inizia davvero a lavorare, a elaborare. Anche quando si crede che la sessione sia stata inutile. In quei momenti, il cliente si rende davvero conto della forza del coaching.

Ma deve esserci un elemento imprescindibile, affinché tutto funzioni: l’impegno del cliente.

 

E dove si fa, il coaching?

Il coaching può essere svolto in ambienti diversi: dal classico studio all’ambiente informale, fino all’online.

Personalmente, se la distanza ce lo permette, preferisco svolgere sessioni all’aperto, o in luoghi pubblici informali come tranquille sale da tè, oppure hall di alberghi (ad esempio se il cliente è in viaggio nella mia zona e vuole approfittarne per svolgere sessioni di coaching dal vivo).

Una novità assoluta degli ultimi anni è il coaching online o telefonico. L’evoluzione del coaching, infatti, ha permesso di gestire serenamente sessioni anche via Skype, o al telefono, abbattendo così le barriere che fine a qualche tempo fa impedivano a molti di usufruire di questo prezioso strumento per via della distanza, o dei costi elevati.

 

Cocnlusioni

In un mondo sempre più complesso e competitivo come quello di oggi, trovare dentro di sé le risorse per fare sempre meglio, in ogni àmbito, ed entrare in simbiosi con le proprie passioni e i propri desideri, dunque, è il modo migliore per vivere serenamente e superare gli inevitabili problemi della vita a testa alta, trasformando ogni esperienza in una lezione importante.

Il coaching, dunque, si pone come uno strumento essenziale, in questo senso. Anzi, nasce proprio da questo tipo di esigenza e, per come la vedo io, rappresenta appieno lo spirito che dovrebbe accompagnarci nel nostro percorso di vita. Lo vedo come un investimento su se stessi, come l’acquisto di un bene prezioso in grado di modificare radicalmente e in modo stabile la nostra quotidianità.

 

Se vuoi provare il coaching e dare davvero una svolta alla tua vita, richiedi il servizio che fa per te. La prima sessione è gratuita e non vincolante!

 

 

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Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere, poi mettiti con passione a realizzarlo nella vita.

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